6 novembre 2015

Essena O'Neill: Chi è? Perché tutti ne parlano? Il mio intervento a RetroVirus Rai 2

Il mio intervento a Retrovirus riguardo a Essena O'Neill e al concetto di verità sui social


Negli ultimi giorni tutti i social e le maggiori testate online hanno dedicato moltissimo spazio a Essena O'Neill e alla sua "campagna per la verità". Ma chi è questa ragazza e perché ha fatto così tanto scalpore il suo video? Essena O'Neill ha 19 anni ed è australiana, negli ultimi 3 anni (da quando cioè ne aveva 16) è diventata molto famosa su Instagram raggiungendo il mezzo milione di followers e arrivando a guadagnare anche €1.300 per una singola foto postata sul suo seguitissimo profilo.

Chi conosce un minimo i meccanismi del web marketing e del product placement di certo non si stupirà di tutto questo: è largamente noto, infatti, che i brand si facciano pubblicità sul web e sui social appoggiandosi agli influencer della rete, cioè a coloro che sono riusciti a fare del proprio nome e della propria persona un brand e che hanno un seguito più o meno nutrito di persone che li apprezza. Il personal branding è a tutti gli effetti un lavoro e in quanto tale necessità di professionalità, preparazione, impegno e ovviamente deontologia professionale: ci vuole cioè la piena coscienza di ciò che si sta facendo. 

Dopo 3 anni di vita social in cui è diventata a tutti gli effetti una modella (firmando anche un contratto con un'Agenzia) e guadagnando principalmente grazie alle pubblicazioni sul suo profilo Instagram e sul suo canale Youtube, Essena ha avuto un crollo: quella dell'Instagram-star è una vita troppo faticosa, fatta solo di finzione. Ha "denunciato" ciò che secondo lei era un vero e proprio scandalo, cioè l'essere pagata per pubblicare foto, e ha annunciato di volersi cancellare da tutti i social. Lo ha fatto in un video che è la dimostrazione tangibile del suo crollo psicologico: un pianto isterico intervallato da discorsi sconnessi. 

Il fulcro della sua denuncia è "i social non sono la vita vera": ha detto di esser stata pagata per pubblicare delle foto, di aver scritto cose solo perché doveva, di aver dovuto scattare 200 foto prima di farne una in cui si piacesse e via dicendo. La mia domanda è: tutto questo davvero ci stupisce? E' così una novità venire a sapere che sui social si pubblicano solo le foto in cui ci piacciamo (che non sempre escono al primo colpo) e che ci sia qualcuno che lavora con il marketing e la pubblicità? Dov'è lo scandalo? 

Sulla base di tutto questo mi sono ovviamente fatta delle idee che seguono principalmente due filoni. Da una parte trovo che la reazione spropositata di questa ragazza con tanto di crisi esistenziale, pianto e chiusura dei profili sia dovuta alla giovane età della stessa. Credo che a 16 anni non si sia in alcun modo pronti ad affrontare una carriera seria nel mondo del web marketing, credo che a 16 anni si sia ancora troppo poco sicure di sé per non dipendere interamente e completamente dal giudizio esterno. Nei ragazzi di oggi c'è tanta insicurezza e spesso il bisogno morboso di essere accettati si riflette anche nella voglia di avere tanti like e tanti follower. Ma se non si ha la testa e la sicurezza interiore per reggere quello che è a tutti gli effetti un lavoro (cioè il personal branding) si finisce con avere un crollo psicologico che si va ad aggiungere ad un pre-esistente distaccamento dalla realtà. Riversare le proprie energie esclusivamente online è assolutamente deleterio e porta ad avere una concezione distorta della realtà e di se stessi. Lo dimostra il fatto che Essena O'Niell nella sua fantomatica "denuncia di verità" non parla di aver mentito in prima persona ma generalizza, estendendo il difetto ai social e non a chi li usa. Non dice "sono stata falsa con voi" ma urla "i social non sono reali!". Si dimentica quindi un concetto di base ossia che i social sono uno strumento nelle nostre mani e non un'entità a sé stante. I social sono come il fornello: puoi scegliere di cuocerti le verdure o di ustionarti la faccia, ma è una scelta tua. [Clicca e twitta!]

Se la prima idea che mi sono fatta riguardo ad Essena O'Niell si base sulla sua ingenuità, la seconda invece si basa proprio l'esatto opposto. Potrebbe infatti darsi che la biondina in questione siamo molto (molto!) più furba di quello che vuol sembrare e che la sua sia un mossa di marketing bella e buona. E' vero, infatti, che ha deciso di abbandonare i social ma lo ha fatto con un video che è diventato subito virale per via del tema trattato, cioè la realtà sui social, e del modo in cui il tema era comunicato: il pianto isterico di una ragazzina. Nei video e nei commenti successivi a quello, Essena invitava tutte le nuove persone raggiunte - i nuovi fan - a seguirla nel suo nuovo progetto: un sito che promuove l'individualità al di là dell'immagine (si chiama Let's be Game Changers). Avrebbe avuto lo stesso successo se non fosse stato lanciato a seguito di tutto lo scompiglio mediatico da lei generato? Vi faccio notare che in questo nuovo sito c'è un'apposita sezione "support this" dove Essena chiede agli utenti di sostenerla economicamente perché non essendo più supportata dalle aziende per la pubblicità non sa come pagare affitto e bollette...

Di questo e di molto altro abbiamo parlato nella puntata di Retrovirus del 5 novembre. Se ve la siete persa vi lascio il video in replay qua sotto! (Nel caso non funzionasse potete cliccare qui e guardarlo in una nuova finestra).
Giovanni Ciacci, stylist & Iris Tinunin, blogger a RetroVirus

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