8 agosto 2016

Sport e BodyShaming: qualche riflessione sull'approccio italiano al talento sportivo

"Il trio delle cicciottelle" e il bodyshaming sportivo: il mio pensiero


Non sono un'esperta di sport, mentirei se dicessi il contrario. Ma sono un'appassionata di Olimpiadi. Le guardo con profondo rispetto e sincera ammirazione. Seguo ogni atleta e ogni disciplina, gioisco di qualsiasi risultato perché provo profonda stima nei confronti di chi ha dedicato la sua vita al sacrificio sportivo di così alto livello. Lo faccio spassionatamente ma credendoci. E per questo, quando ci vuole, mi incazzo.

Che cosa è successo?
Nella giornata di ieri, le atlete italiane di Tiro con l'Arco (Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia, nella foto di apertura) si sono guadagnate, nelle Olimpiadi di Rio da poco iniziate, il 4° posto nella gara a squadre nel femminile cioè il miglior risultato del tiro con l'arco italiano nella storia dei Giochi Olimpici. Queste ragazze hanno fatto, ieri, la storia dello sport. Il quotidiano nazionale Il Resto del Carlino, oggi, per ringraziarle di questo gesto portentoso frutto di anni di impegno, sacrifici e di un talento senza precedenti in Italia le chiama pubblicamente "il trio delle cicciottelle". Davvero? Davvero. Il web insorge e la pagina ufficiale del quotidiano è costretta a scusarsi. Ma le scuse sono quasi peggio del titolo in sé. Giuseppe Tassi (direttore QS), infatti, si scusa "se quel titolo ha urtato la sensibilità di alcuni nostri lettori ma l'intento di partenza non era né derisorio né discriminante" e aggiunge che è stato cambiato in seconda battuta con più cronachistico "Le azzurre si fermano sul più bello". Chissà come mai è stato ribattuto se non era né derisorio né discriminante...

Il bodyshaming sportivo nel giornalismo italiano
Questo agghiacciante titolo odierno mi ha riportato alla mente un fatto avvenuto proprio in questo periodo ma un anno fa. Durante i mondiali di nuoto a Kazan', Katie Ledecky (atleta USA, classe 1997) ha fatto il record del mondo nel 1500 m stile libero. La giovanissima e talentuosa nuotatrice, fresca di record del mondo, è stata presentata da Rai Sport come "una ragazzona che non brilla per grazia o bellezza".

Perché le atlete devono rientrare nei canoni imposti - che so - alle modelle? Perché? Dove sta scritto? Perché di un talento straordinario - come la Ledecky un anno fa e le nostre azzurre dell'arco quest'anno - l'unica cosa che conta è che per tale giornalista non siano "carine"? Viviamo in una società in cui se non sei magro, non sei bello e se non sei bello, puoi fare tutto quello che vuoi - perfino vincere il record del mondo - ma non sarai mai "abbastanza". E io non ci sto. Io mi oppongo. Io voglio che questi talenti vengano esaltati per il loro stesso essere e non per come appaiono. Essere magri non è un obbligo, rientrare nei vostri maledetti standard non è legge. E' ora che il giornalismo italiano se lo metta in testa.

In Italia è generalmente diffusa la tendenza di ignorare qualsiasi sport che non sia il calcio. Abbiamo una tradizione sportiva amplissima e profondamente radicata e i grandi risultati che stiamo già ottenendo a Rio ne sono la prova. Ignorare completamente gli sport considerati "minori" per anni e poi ricordarsi di loro solo quando vincono una medaglia (guadagnata con anni di allenamento e di impegno) o quando ottengono un risultato inaspettato è da ipocriti ma almeno regala a questi ragazzi e a queste ragazze la notorietà che si meritano. Usarli invece per dei titoletti da mentecatti, offendendo il loro aspetto (e dunque la loro persona) mancando di rispetto agli anni di sacrifici e di duro lavoro che hanno impiegato nella loro disciplina è da stronzi oltre da persone poco professionali. Sono profondamente indignata per come sono state trattate le azzurre dell'arco, lo trovo un precedente vergognoso che le macchierà ingiustamente e a vita.

La lettera del presidente di FitARCO al Resto del Carlino (fonte)
Riporto di seguito la lettera che Mario Scarzella (Presidente Federazione Italiana Tiro con l'Arco) ha scritto al Direttore del Resto del Carlino perché ne condivido ogni parola e vorrei che la leggeste tutti.

"Caro Direttore, questa mattina da Rio de Janeiro siamo rimasti basiti nel leggere su Il Resto del Carlino il titolo che recitava "Il trio delle ciocciottelle..." - a nostro avviso a dir poco irriguardoso - rivolto alle nostre atlete Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia. Se Il Resto del Carlino fosse una rivista scandalistica non avremmo nulla da dire, ma focalizzare l'attenzione sull'aspetto fisico di queste ragazze su un quotidiano, che scandalistico non dovrebbe essere considerata la sua lunga e prestigiosa storia, è stato davvero di cattivo gusto. Ci chiediamo in effetti se si possa definire giornalismo serio un titolo come questo, soprattutto in un giorno difficilissimo per delle giovani ragazze all'esordio Olimpico, che hanno lavorato per quattro anni nel silenzio dei media per vivere una delle delusioni più cocenti della loro vita, sia personale che sportiva. Una sconfitta - che tale non è, perché il 4° posto a squadre nel femminile resta il miglior risultato del tiro con l'arco italiano nella storia dei Giochi Olimpici - che purtroppo le segnerà per tutta la vita, ben sapendo che non c'è nessuna certezza per loro di poter godere di una seconda opportunità per riscattarsi. Eppure Guendalina, Lucilla e Claudia, nella quasi totale indifferenza dei media italiani - e tra questi c'è anche il Suo quotidiano che non ci sembra abbia mai approfondito la conoscenza del tiro con l'arco e del ruolo che l'Italia ricopre in seno al panorama internazionale - si sono guadagnate con la forza del lavoro giornaliero l'opportunità di scrivere il loro nome nella storia dello sport italiano. Per poterlo fare hanno fatto dei sacrifici che probabilmente nemmeno immagina, rinunciando a gran parte delle cose che le loro coetanee considerano normalità. Per 4 anni hanno lavorato sodo per tenere alto l'onore italiano in occasione dei Giochi Olimpici. Quella di ieri è stata per l'Italia femminile una vera impresa e ridurre il tutto con un titolo che le definisce delle semplici "cicciottelle" lo consideriamo davvero di cattivo gusto. Dopo le lacrime che queste ragazze hanno versato per tutta la notte, questa mattina, invece di trovare il sostengo della stampa italiana per un'impresa sfiorata, hanno dovuto subire anche questa umiliazione. Gli arcieri italiani sono in rivolta e noi ci sentiamo di giustificare la loro rabbia. A nostro avviso sarebbe giusto ripensare a quel titolo e, forse, rivolgere delle scuse alle nostre ragazze."

Infine, voglio dire una cosa a Guendalina, Lucilla e Claudia ed è quello che avrei voluto che la nostra stampa dicesse loro: dovete essere fiere di dove siete arrivate, siete il nostro orgoglio. Punto.

EDIT del giorno dopo: il linciaggio su Internet e il licenziamento del direttore di QS
Relativamente a ‪#‎IODONNACONGLISHORTS‬, il giorno del "fattaccio" su IoDonna e del lancio dell'hashtag, scrissi un pensiero di cui vi copio qui una parte: "Quando lanci un tuo pensiero nell'immenso mondo dell'internet, non puoi sapere che seguito avrà. Non sai se verrà letto e/o condiviso, non sai se verrà apprezzato e soprattutto non sai se verrà frainteso. La stragrande maggioranza di chi ha utilizzato il mio hashtag lo ha fatto in linea con lo spirito con cui l'avevo lanciato - la condivisione, la voglia di spezzare tutta questa morbosità nei confronti del corpo altrui - ma c'è stato anche chi lo ha usato in un modo che assolutamente non mi appartiene. Mi dissocio da tutti coloro che hanno scritto cose come "vorrei vedere la giornalista che ha scritto quelle cose indossare gli shorts" oppure "giornalisti di merda" o ancora "la giornalista sarà sicuramente una balena/bidone/palla di cellulite" e altre offese su questa linea. Non si può lottare per non essere disprezzate sulla base del fisico e poi però, alla prima occasione, offendere il corpo di chi a sua volta ha fatto Body Shaming. Non è così che se ne esce. Non è per quello che è nato il tag e sono felice, infatti, che questi casi estremi siano pochi ed isolati. D'altronde io sono responsabile di quello che dico, non di quello che gli altri capiscono." Lo riporto qui oggi perché ho appreso la notizia del fatto che il direttore di QS è stato sollevato dall'incarico. Vorrei che fosse chiaro a tutti che è OVVIO che non è stato licenziato per colpa del mio post o degli altri 100 post apparsi sul internet nella giornata di ieri. E' stato licenziato perché evidentemente una mossa del genere è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e la cosa era già nell'aria. Detto questo, ovviamente non mi troverete mai a gioire per qualcuno che perde il lavoro e soprattutto non mi troverete mai a prendermela con un singolo in particolare. Non so il nome della giornalista di IoDonna che ha scritto quella cosa allora e allo stesso modo non ho voluto sapere chi fosse l'autore del titolo dell'articolo sulle ragazze dell'arco. Non è questo il punto, non lo è mai stato, mai lo sarà. Il punto è come viene vista la donna nei media, come se ne parla, come viene comunicata. La cosa grave non è un "cicciottella", la cosa grave è che di 3 ragazze che hanno raggiunto il livello più alto mai raggiunto da una squadra femminile italiana di tiro con l'arco tutto quello che si trova da dire è che siano "cicciottelle". Io SPERO che questo sia chiaro. Non voglio più leggere "andrebbero licenziati/ammazzati/pestati" riferito ai giornalisti: ne ho letti pochi per fortuna, ma li ho letti ed è gravissimo. Non si risolve un cazzo rispondendo così. Cecilia Strada oggi ha scritto questo cosa che copio qui perché è esattamente quello che intendevo con i miei post di ieri: "il problema non è la ciccia, il problema è la comunicazione quando parla di donne. È lo stesso - e succede continuamente - quando mette l'accento sul "delizioso lato B", che appartenga a un'atleta, un'insegnante o una deputata; è lo stesso quando titola "la candidata mamma e separata", ma non titola mai "il candidato separato" (e per gli uomini non aleggia mai un "chissà dove troverà il tempo per stare con i suoi figli"); una comunicazione che può raggiungere il suo apice quando una donna è vittima di un crimine e nel giro di un paragrafo può diventare quella che, con i suoi comportamenti, "gli ha fatto perdere la testa" e alla fin fine se l'è andata a cercare; la comunicazione che, quando una donna transessuale viene uccisa, la umilia chiamandola "un transessuale". Eccetera, eccetera, eccetera. Ora, io credo che nella gran parte dei casi - tra chi scrive e chi passa i pezzi - non ci sia malafede ma solo mala educazione, come tutti noi. Perciò proporrei un piccolo esercizio: dopo aver scritto, chiedersi "se parlassi di un uomo, direi le stesse cose, nello stesso modo?". Se la risposta è forse no, rileggere il pezzo con attenzione, e magari parlarne con un'amica."

5 agosto 2016

OUTFIT || Le regole del Total White estivo #StylosoTIPS

Total White: la mia interpretazione di questo trend con ASOS

Il look che vi propongo oggi è quello che vi avevo anticipato nel post Vintage Volant! Sono stata intervistata da ASOS per la loro sezione Fashion&Beauty e per accompagnare le mie risposte ho scattato due total look con capi reperibili sul loro sito e, ovviamente, a marchio ASOS: oggi vi mostro il secondo e vi do qualche dritta per sfoggiare il total white!

La mia intervista su ASOS
In tanti anni di blogging e di condivisione con voi dei miei siti preferiti per fare shopping online, mi avrete sicuramente sentito nominare ASOS un milione di volte! Sono una loro cliente da sempre (il mio primo pensiero frivolo post-Brexit riguardava proprio loro), immaginate quindi la mia faccia quando mi hanno chiesto se mi sarebbe piaciuto rispondere a qualche domanda per la loro sezione Moda e Make Up. Inutile dire che ho accettato all'istante! Sono felicissima del taglio di questa intervista, ho avuto modo di parlare delle mie passioni, di come ho deciso di aprire il blog e di tematiche a me care come la diversità di taglia e la "rivoluzione democratica" della moda. Mi farebbe davvero piacere che mi faceste sapere cosa pensate delle mie risposte per cui vi invito a cliccare qui e leggere l'intervista! 
 
Total White: le regole per il look-tutto-bianco perfetto
Il Total White è sicuramente uno degli abbinamenti migliori per la stagione estiva: fresco, leggero e che riesce a mettere in risalto anche l'abbronzatura più tenue, esaltando la pelle dorata! Ci sono poche e semplici regole da seguire per un abbinamento bianco vincente, eccole...
1. Si definisce Total White un look composto almeno all'80-90% dal colore bianco. Gli abbinamenti con fantasie a base bianca e il (bellissimo) bianco e nero non rientrano in questa categoria!
2. Il total white risalta ancora di più se abbinato a dettagli che "staccano" come borse, scarpe e bijoux. L'importante è che questi dettagli siano una piccola parte del look, cioè un accent: il sandalo, la pochette, il bracciale.
3. Al total white non abbinate mai più di 2 colori diversi. Per colori si intende sia la tinta unita che la fantasia e ovviamente mai 2 fantasie diverse assieme al bianco! L'effetto sarebbe solo caotico e molto lontano dal mood chic del bianco totale.
4. Uno dei miei dettagli preferiti - e infatti è quello che ho scelto anche per il mio look - è sicuramente l'accent laminato/metallizzato. Oro, argento o platino non ha importanza, trovo che un tocco metallico (per quanto riguarda le scarpe in particolar modo!) dia al bianco una luce unica. Nelle foto di ispirazione trovate questa idea indossata magnificamente da Flaviana di Dress Up For Armageddon e anche da Tanesha Awasthi (GirlWithCurves) che indossa anche una pochette pitonata rifacendosi al punto 3!
5. Un altro mix che adoro è sicuramente quello fra total white e accessori dai colori strong, rossi in particolar modo! Sia Kenza (Kenzas.se) che Wendy (Wendy's LookBook), nelle foto qua sotto, indossano scarpe rosse nei loro look totalmente bianchi e poi seguono la regola del "non più di 2 colori col bianco" (punto 3.), la prima con una borsa blu e la seconda con una sciarpa sottile nera.
6. Un altro abbinamento che mi piace particolarmente è quello fra bianco e colori pastello. I toni chiari e neutri, infatti, si sposano perfettamente con la luminosità del bianco e ne risaltano il candore. Io, ad esempio, ho scelto il celeste come accent del mio look assieme all'argento, Laura di Rock'n'mode, invece, il rosa cipria assieme ad una borsa color cuoio naturale.
7. Infine, uno degli abbinamenti più classici ma mai banali per quanto riguarda il total white e quello con un dettaglio nero. Pantalone a sigaretta, giacca, t-shirt basica e sandali in total white e borsa classica nera: negli esempio qua sotto lo trovate indossato da Annabell di Viva Luxury!






Total White: il look estivo per eccellenza, la mia scelta
Volendo dare la mia interpretazione personale del Total White in versione estiva, ho scelto un abito in viscosa allacciato davanti da una fila continua di bottoncini a vista: questo dettaglio, assieme alle maniche svolazzanti, mi ha fatto subito innamorare di questo vestito! Per mantenere il mood romantico, l'ho abbinato ad un paio di ballerine con la punta in argento laminato. Le ho trovate subito deliziose perché sulla punta, appunto, era disegnato il musino di un topo, abbellito da un fiocco in color celeste pastello. E in questo stesso tono chiaro ho poi scelto la borsa dalla linea essenziale e squadrata, da portare a mano o a tracolla!

Total Look: ASOS

DISCLAIMER: I nomi dei prodotti qua sopra sono cliccabili in modo che possiate vederli direttamente sul sito ed eventualmente acquistarli, i link non sono affiliati, non guadagno niente dai vostri click: lo faccio semplicemente perché spesso mi chiedete i link diretti ai prodotti che si trovano online!

4 agosto 2016

COTRIL SALONS apre a Forte dei Marmi | Ho provato piega e trattamento: ecco la mia esperienza!

Cotril ha da poco aperto il suo salone in Versilia: ecco la mia esperienza!

Qualche giorno fa sono toranta da Cotril Salons by Marina - dove ero stata per l'inaugurazione circa un mese fa - per provare un trattamento pensato per i miei capelli crespi e secchi! Ve ne parlo oggi in questo post.

Cotril Salons by Marina: il salone Cotril in Versilia
Alla fine di giugno è stato inaugurato il secondo salone italiano di Cotril dopo quello di Milano in San Marco. Dopo il flagship store nel cuore della capitale italiana della moda, quello di Forte dei Marmi rappresenta il primo salone Cotril in franchising ed è stato realizzato in partnership con Belen Rodriguez. Il salone si trova in un punto strategico di Forte dei Marmi - via Duca d'Aosta - raggiungibile sia in auto che in bici: 100mq di design e innovazioni con dettagli d'arredamento scelti e firmati direttamente da Belen. Troverete a disposizione per voi 5 postazioni  con specchi e luci studiati per rendere il colore e il risultato dei capelli identico a quello della luce naturale!

Potete seguire Cotril Salons by Marina su Facebook oppure contattarli allo 058480300
via Duca D'Aosta, 27, Forte dei Marmi

Cotril Jalurox: il trattamento preferito di Belen Rodriguez
Il trattamento che ho provato si chiama Jalurox ed ho scoperto solo dopo averlo fatto che è anche il preferito di Belen! Consiste in un serie di prodotti da usare in maniera combinata: shampoo, fiale, maschera e spray. Dopo lo shampoo, vengono applicate le fiale Jalurox da tenere in posa, trascorso il tempo di posa - senza risciacquare le fiale - viene applicata anche la maschera e lasciata altri 5 minuti, poi viene tutto risciacquato e si procede alla piega, dopo aver applicato lo spray Jalurox. Tutti questi prodotti contengono olio d'oliva, cheratina, collagene, vitamine E, A e B e ovviamente acido ialuronico. Il loro scopo è quello di rimpolpare il capello e chiuderne le squame, dando volume, lucentezza e brillantezza alla chioma. Un po' come i trattamenti all'acido ialuronico che si fanno sul viso ma pensato appositamente per la struttura del capello! Il trattamento si completa poi con una serie di prodotti di mantenimento che si possono utilizzare a casa.

Piega Cotril "Wave": il mosso naturale che dura anche d'estate
Dopo il trattamento, mi è stata fatta la piega "simbolo" di Cotril, la wave, dall'Hairstylist Ajmon Gostoni che solitamente trovate a Milano nel salone di San Marco ma che, eccezionalmente, era a Forte dei Marmi! Una piega mossa in cui le onde dei capelli vengono realizzate con spazzola tonda e phon e poi fissate con la piastra, senza bisogno di lacca. Il risultato è una piega voluminosa e lucida ma assolutamente naturale: perfetta per le serate estive!

Cotril Salons by Marina: le risposte alle vostre domande
- Qual è il prezzo del trattamento Jalurox? Il trattamento Jalurox che viene eseguito in salone costa €20,00 e può essere fatto contestualmente a taglio o piega. I prodotti Jalurox di mantenimento, invece, hanno prezzi a parte. Il prezzo della piega, invece, è di €35,00.
- Ogni quanto va fatto il trattamento Jalurox? Sarebbe consigliabile eseguire il trattamento Jalurox in salone ogni 3 settimane e, a casa, mantenerne i benefici con i prodotti Cotril della stessa linea.
- Jalurox è adatto a chi ha particolari allergie o cute sensibile? Il trattamento Jalurox, dati i suoi ingredienti, è adatto anche per la cute sensibile e solitamente non causa allergie.
- In salone è possibile fare anche trattamenti per capelli corti, fini, senza corpo, colorati? In salone sono disponibili 4 tipi di trattamenti: Jalurox che è perfetto per chi ha capelli fini, Color Care per i capelli colorati, Nutro pensato per nutrire e Revitalizing per dare nuova vita alla chioma. In salone, lo staff saprà consigliarvi il trattamento più adatto alla vostra tipologia di capello!

1 agosto 2016

OUTFIT || Vintage Volant

Vintage Volant: la mia interpretazione di questo trend con ASOS


Il look che vi propongo oggi è quello che i più attenti fra voi avranno già visto nella mia intervista sul sito di ASOS! Per accompagnare le mie risposte, infatti, ho scattato due total look con capi reperibili sul loro sito e, ovviamente, a marchio ASOS che - visto l'interesse che hanno da subito suscitato sui miei social - vi farò vedere anche sul blog, partendo da questo!

La mia intervista su ASOS
In tanti anni di blogging e di condivisione con voi dei miei siti preferiti per fare shopping online, mi avrete sicuramente sentito nominare ASOS un milione di volte! Sono una loro cliente da sempre (il mio primo pensiero frivolo post-Brexit riguardava proprio loro), immaginate quindi la mia faccia quando mi hanno chiesto se mi sarebbe piaciuto rispondere a qualche domanda per la loro sezione Moda e Make Up. Inutile dire che ho accettato all'istante! Sono felicissima del taglio di questa intervista, ho avuto modo di parlare delle mie passioni, di come ho deciso di aprire il blog e di tematiche a me care come la diversità di taglia e la "rivoluzione democratica" della moda. Mi farebbe davvero piacere che mi faceste sapere cosa pensate delle mie risposte per cui vi invito a cliccare qui e leggere l'intervista! 

Vintage Volant: il trend e la mia interpretazione
Come vi dicevo, alle risposte ho allegato due look e nel primo - quello che vede in queste foto - ho voluto dare la mia interpretazione del trend Vintage Volant! Ho sempre avuto una propensione naturale verso i tagli svolazzanti, i pepli e i volant e parallelamente anche per tutto ciò che è vintage: l'unione di questi due aspetti in una camicetta non poteva che farmi innamorare al primo sguardo! Adoro tutto di questa blusa: il taglio sulle spalle, il colletto col fiocco, il colore, la fantasia. Ha l'anima vintage ma in chiave moderna! L'ho abbinata ad una gonna in denim nero dal taglio ad A, semplice e versatile, ad un paio di sandali dal tacco largo e laminato e ad un fiocchino per capelli nello stesso tono di giallo, ma in velluto (sono già proiettata verso l'autunno? Dicono che il velluto tornerò alla grande, dicono... e noi gli crediamo!)

Total Look: ASOS


DISCLAIMER: I nomi dei prodotti qua sopra sono cliccabili in modo che possiate vederli direttamente sul sito ed eventualmente acquistarli, i link non sono affiliati, non guadagno niente dai vostri click: lo faccio semplicemente perché spesso mi chiedete i link diretti ai prodotti che si trovano online!

26 luglio 2016

ACTIVEWEAR || Lo sport non ha taglia con Fiorella Rubino e la linea FiorellaGo

FiorellaGo: una collezione fashion dedicata alle donne che amano lo sport, indipendentemente dalla loro taglia!

ActiveWear. Chi l'ha detto che lo sport è una questione di taglia? Ogni donna, indipendentemente dal suo fisico, ha il diritto di sentirsi libera quando si dedica al proprio allenamento. Fare sport è una questione di benessere, fisico e mentale, e indossare capi che favoriscano questa condizione è fondamentale perché l'allenamento abbia i suoi frutti positivi. Abbigliamento comodo, scarpe leggere ed adatte alla postura, materiali tecnologicamente avanzati e pensati per la traspirazione: queste (e altre!) sono le caratteristiche della linea FiorellaGo di Fiorella Rubino di cui vi parlo oggi!

ActiveWear by Fiorella Rubino: il mood della linea FiorellaGo
FiorellaGo è la prima linea di ActiveWear di FiorellaRubino e si basa su 3 principi: feel active, feel flexible, feel free. Attivi, comodi e liberi: il modo migliore di vivere lo sport e il tempo libero. Tutti i capi della collezione sono creati in tessuto tech, per garantire il massimo del comfort e la traspirazione (aspetto fondamentale!). 

ActiveWear by Fiorella Rubino: i capi della collezione FiorellaGo
La collezione è composta da canotte, t-shirt, piumini sbracciali, leggings, zaini, felpe e una particolare calzatura studiata per essere assolutamente ergonomica, leggera lessibile. La fantasia principale della collezione è il Tye-Dye bianco e nero spezzato da tocchi vitaminici di giallo lime, accesso ed energizzante. Ogni capo è pensato per permettere l'abbinamento con tutti gli altri. Potrete quindi divertirvi ad abbinare i leggings con la felpa, a spezzarli con canotte lunghe e a giocare con le sovrapposizioni... insomma, il benessere del vostro allenamento quotidiano parte da ciò che indossate! 

ActiveWear by Fiorella Rubino: i prezzi e dove acquistare la linea FiorellaGo
La linea di ActiveWear firmata Fiorella Rubino è disponibile sullo Shop Online del brand dal 22 luglio e lo sarà fisicamente nei negozi dal primo di agosto. I capi hanno un prezzo che va da €25,95 (canotte e t-shirt) a €39,95 (leggings) fino ad un massimo di €69,95 per le felpe.

#GoGirl #FiorellaRubino

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