In
Body Positive,
Calendario Pirelli
Candice Huffine nel calendario Pirelli: quello che i media avrebbero dovuto dire.
Ferma tutto.
E' una notizia questa? O meglio, è QUESTA la notizia?
No. Per me no. Non è il peso di questa modella la notizia e mi oppongo a questo modo morboso di fare informazione! La notizia è che, per la prima volta dal 1963, una modella non di taglia (considerata) regolare poserà per quello che è uno dei prodotti più esclusivi dell'ambito moda. La notizia è che FINALMENTE c'è apertura verso la size diversity. La notizia è che, dopo tanti anni di stereotipi fisici, possiamo mandare un messaggio positivo a milioni di adolescenti insicure. La notizia è che questo, in fatto di moda, è un passo avanti.
Di quanto pesa la fanciulla e di quando misurano i suoi fianchi, non ce ne frega niente. Non deve fare scalpore, non è il fulcro della questione. E' importante l'apertura verso orizzonti di bellezza che escono dallo stereotipo. Non dirò che quello di Candice è un tipo di bellezza "nuovo", perché non lo è: le donne grasse come quelle magre ci sono sempre state ma è un tipo di bellezza che non ci viene comunicato dai media, che non passa nei messaggi pubblicitari, sui giornali, nei film e che invece esiste.
Questo aspetto, questo meraviglioso atto inclusivo che segna in maniera indelebile un punto di inizio per una nuova concezione di bellezza, è stato completamente trascurato dai media. Si parla solo della cellulite di Candice, dei suoi rotolini, dei suoi centimetri, dei suoi kg. Non è una mucca da macello. E' una donna e fa la modella e in quanto tale rappresenta una fetta di umanità , una consistente parte di popolazione si può rivedere in lei come altrettanta può farlo nelle modelle di altre taglie. Il fatto che sia la prima curvy (se vogliamo categorizzare) a posare per Pirelli è integrazione, è progresso.
Non potevo stare zitta oltre, dopo tutti questi titoli da macellai che ho letto. La poca professionalità di chi si occupa di veicolare i messaggi e le informazioni, in questo mondo che si basa in maniera esclusiva sul veicolare immagini/nozioni/messaggi/informazioni, rovina il senso profondo delle cose. La totale assenza di senso estetico, di amore per il bello, di chi riesce a scrivere di questa donna esclusivamente che pesa 90 kg mi distrugge. Non ci dobbiamo stupire se poi milioni di ragazzine si infilano le dita in gola pur di appiattirsi sull'ideale di bellezza che i media vogliono far passare come unico e imprescindibile. Le ragazzine non nascono odiando il proprio corpo, siete voi che gli insegnate a farlo. La bellezza è fatta di tante cose, di tanti aspetti, di milioni di sfaccettature, di corpi, difetti, diversità , di non omologazione: ci sono visi scavati assolutamente meravigliosi e cosce rotonde che lo sono altrettanto. L'importante è non fossilizzarsi su un unico ideale di bellezza ma rimanere capaci di lasciarsi affascinare dalla diversità degli esseri umani.
#StopBodyShaming
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