I 10 uomini che potresti incontrare se ti ritrovi Single a quasi 30 anni

by - 21:57


Il decalogo degli uomini che incontri quando sei single

Fra due settimane sarà San Valentino e mi sembra il periodo più giusto in assoluto per tirare le somme della mia vita sentimentale. Il 14 febbraio di un anno fa ero la donna della vita di una testa di cazzo, ero quella "giusta", con cui voleva stare per sempre. 3 giorni dopo ero single perché come fan presto, amore, ad appassire le rose. In queste 8.760 ore ce n'ho avute di cose da fare: quest'anno è volato e contemporaneamente mi sembrano passati 10 anni se penso a chi ero e com'ero solo 12 mesi fa. In queste 8.760 ore, dicevo, m'è capitato di avere a che fare con gli uomini, mio malgrado. E ho deciso di dire definitivamente addio alla vita sociale e dirigermi - lesta - verso il convento con un post in cui parlo solo di voi, maschietti, perché un po' vi amo e un po' vi odio ma - soprattutto e sempre - non vi capisco. Ecco a voi il Decalogo degli Uomini che puoi incontrare se ti ritrovi Single a quasi 30 anni.

QUELLO COL PIEDE IN DUE SCARPE
Darwin ce l’aveva detto che non sopravvive il più forte né - purtroppo - il più intelligente. Sopravvive il più aperto al cambiamento e per questo Quello Col Piede In Due Scarpe è immortale. Quello Col Piede In Due Scarpe ha una capacità mnemonica fuori dal comune perché riesce ad inventare una quantità disumana di plausibilissime fregnacce a una, due, più donne contemporaneamente e tenerle tutte buone. Quello Col Piede In Due Scarpe fiuta il tuo essere tornata libera e, anche se è già impegnato, non molla il campo di battaglia. È il contrario esatto del millepiedi, pur restando a tutti gli effetti una blatta: ha un piede solo e una scarpiera infinita.

L’ARGENTINO
Caratteristica fondamentale dell'Argentino è che non deve per forza venire dall'Argentina. L'Argentino è uno stato mentale. L'Argentino ti sussurra le cose all'orecchio che Maluma spostati e non gli interessa chi sei o quanti anni hai, non vuole il tuo numero, non ti vuole parlare, meno che mai rivedere. All'Argentino gli interessa solo ballarti coscia a coscia per farti capire che lui è Argentino e c'ha il fuoco dentro. L'Argentino limona duro, limona come quando si limonava e basta, a 14 anni. L'Argentino fa ancora i succhiotti. Ma soprattutto l'Argentino non lo rivedi più e non ti rompe le palle e non fa pressing tanto che ti chiedi se l'Argentino, forse, non te l'abbia mandato direttamente Dio, quella sera.

IL MUSICISTA EMERGENTE
Il Musicista Emergente è quello baciato dalla Dea Fortuna: bello nella media ma col fascino dell’artista, ha scritto 2 o 3 pezzi buoni e li ripropone in loop, è famosino su Instagram. Il Musicista Emergente potrebbe stare di diritto nella categoria del figlio della merda: gli dedichiamo uno spazio a sé solo perché tutto l’ego che ha, di là, non ci stava. Il Musicista Emergente pensa di avercelo d’oro e - tutte quelle che non l’hanno visto - glielo fanno credere, che ce l’abbia d’oro. Il Musicista Emergente ti pressa in privato e non si scompone mai in pubblico - perché lui è “conosciuto”. Ha dalla sua una tara mentale tutta femminile, quella che non ci permette di fare muro a uno che ti scrive le canzoni. Non gli puoi resistere. Salvo pentirtene subito dopo perché non solo non ce l’ha d’oro, non ce l’ha neanche di stagno. Il Musicista Emergente è talmente scollegato dalla realtà che non riesci neanche ad arrabbiarti quando ti dice che si era “scordato” di dirty che è fidanzato. Ti viene in mente solo un sincero “povera lei”.

IL MANIACO 2.0
Come se ritrovarsi single a quasi 30 anni non fosse una disgrazia abbastanza grossa già di per sé, ritrovarsi single a quasi 30 anni con tutti questi social a disposizione dei casi umani ha le dimensioni di una tragedia annunciata. I pazzi sono sempre esistiti, per anni li abbiamo anche internati, ma al tempo li conoscevano solo nella ristretta cerchia della loro realtà sociale - in paese - e se proprio erano matti veri anche in quelli limitrofi. Ora no, ora i pazzi pascolano sui social e coi social sono liberi di esternare qualsiasi tipo di disturbo psichico serenamente. Perché se sei una donna sul web, nell'anno del signore 2018, avrai sicuramente beccato almeno una volta quello che pratica dell'autoerotismo con le tue foto e non manca di comunicartelo in maniera costante, con tutte le varie sfumature del caso che vanno dal feticismo dei piedi al "mi sento libero di mandarti una mail il giorno del tuo compleanno per offrirti dei soldi se vieni a letto con me e con 3 miei amici". E no, segnalare i loro profili non basta, non basta neanche levargli i social. Certa gente va rinchiusa e sedata.

QUELLO CHE TI VUOLE MA NON TI CERCA
Come i social hanno dato voce a un manica sconfinata di matti da legare, allo stesso modo sono diventati un mezzo di approccio per i timidi. I timidi hanno il loro fascino, solo che non lo sanno. Pensano di non essere all'altezza e allora non si fanno mai avanti. Con i social, riescono a tentare una specie di lontanissimo ricordo di un approccio: solitamente mettono like a tutte le foto che pubblichi, a tutte gli stati che scrivi, cuorano i tuoi tweet, guardano tutte le tue instagram stories e a volte - sporadicamente e su temi totalmente generici - ti lasciano un commento. Instaurare una conversazione appare come un ostacolo insormontabile e quindi si chiudono nel mutismo totale. Io lo vedo lo sforzo che fate, raga, lo vedo e lo apprezzo, credetemi, ma vi devo dire una grande verità: un cuore pavido non hai mai conquistato una donzella - direttamente dal cartone animato di Robin Hood col quale, evidentemente, non siete cresciuti... a differenza mia.

QUELLO CHE TI CERCA MA NON TI VUOLE
La categoria diametralmente opposta al timido che ti vuole ma non ti cerca è quello che ti cerca ma non hai davvero capito che cazzo vuole. Ti scrive tutti i giorni, più volte al giorno, si interessa di te, è gentile, simpatico, a volte anche incredibilmente brillante ma non ti chiede di uscire né di vedersi. Apparentemente, dunque, non vuole assolutamente niente se non fare due parole ma tu sei lì a struggerti sul perché ti scriva e su cosa ci sia dietro a tutti questi messaggi. Nel mentre lui è lì che semplicemente si annoia e scrive a te con la stessa modalità con cui si limita a sopravvivere: senza nessunissimo senso.

IL TOYBOY
Il toyboy solitamente è appena diventato maggiorenne e compensa l’inesperienza con una massiccia dose di propositività. Il toyboy te lo propone. Te lo propone senza tregua. Prima o poi, secondo lui, cederai. E quindi la tenta, in maniera a volte goffa, ma con insistenza. Con la perseveranza che c'hai solo a 18 anni. Il toyboy spesso è anche bello come DiCaprio in Romeo+Juliet e quelle della sua età gliela darebbero con la fionda senza batter ciglio. Non c'ha ancora la barba del trentenne in crisi mistica e arrivi a pensare che sei proprio una scema ad avere una morale così solida, ad essere ferma e - cazzo - irremovibile su questa cosa della differenza d'età. Se quelli 10 anni più grandi fossero propositivi come i 2000 non ci sarebbero 30enni scontente, ve lo dico.

IL POLISACCARIDE
Il Polisaccaride è oltremodo gentile, oltremodo romantico, oltremodo riverente. Nella stragrande maggioranza dei casi ha una visione di te molto lontana dalla realtà e, avendoti idealizzata, ti tratta come una "principessa", cadendoti sui coglioni alla seconda riga del messaggio chilometrico che immancabilmente ti ha mandato. Anche perché spesso il Polisaccaride è uno a cui non darai mai confidenza, un totale estraneo, che dimostra tutta la sua devozione (vagamente morbosa) con messaggi sui social o mail di vario tipo. Il Polisaccaride cammina sempre sul filo della patologia psichica e ti chiedi spesso se sei una stronza ad averne paura o se i tuoi timori nei confronti di questo elemento borderline siano in qualche modo fondati. Esattamente come un carboidrato complesso, il Polisaccaride rimane veramente difficile da digerire, soprattutto per quelle come me intolleranti alle smancerie in eccesso.

IL PESCATORE
Quello che caratterizza il Pescatore è spesso l'essersi lasciato da poco: non l'ha superata e cerca un rimpiazzo. In questo senso, gli vanno bene tutte. Il Pescatore - incurante del fatto che alcune esche non vanno bene per il pesce di qualità - butta l’amo e spera che qualcosa abbocchi. Non ha preferenze sul pescato né sul condimento: gli basta mangiare. Se fossi amico del Pescatore gli suggerirei un giro in macelleria per schiarirsi le idee, magari gli piace la carne.

IL FIGLIO DELLA MERDA
Il Figlio Della Merda - volendo essere scientifici - è la macrocategoria che contiene un po' tutti gli uomini, all'occorrenza. Il Figlio Della Merda è quello di cui ti potresti innamorare, se non fosse un Figlio Della Merda. E' quello che è esattamente come lo vorresti ma, contemporaneamente, non ti dà niente di quello di cui avresti bisogno. Anzi, te lo dà - quello di cui avresti bisogno - ma poco, pochissimo e male. E quando gli pare. E' quello a cui le tue amiche ti impediscono di scrivere quando sei ubriaca. Col Figlio Della Merda ci stai benissimo insieme peccato che poi sparisce, visualizza e non risponde e ti cerca solo quando Giove e Saturno sono allineati anche se l'unica "grande congiunzione" che gli interessa non è certamente quella degli astrologi. Il Figlio Della Merda ti porterà agli psicofarmaci perché è la tua anima gemella ma coperta di sterco e nascosta dentro a un bidone dell'umido tirato a picco nel Triangolo delle Bermuda. Tu sai che da qualche parte là sotto c'è del buono: il casino è trovarlo e convincerlo a venire a galla.

E' chiaro che, dopo questo ultimo anno e mezzo, mi spetti quantomeno una pensione di invalidità perché se a 2 mesi dai miei 28 anni - e con questo background - credo ancora nell'amore può dipendere solo dalla mia infermità mentale.

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1 commenti

  1. Hai scritto un articolo esilarante, che mi ha fatto molto sorridere, ma anche fin troppo realista. L'ho scoperto grazie al Blog di I. che a questo punto ringrazio.
    Buona giornata :)

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